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Gazzola e Lessio

Alfonso Gazzola  e Pierina Lessio

I coniugi abitavano a San Zenone. Un giorno di settembre del 1944, don Oddo Stocco fermò la cognata di Pierina perché voleva sapere se i Gazzola sarebbero stati disponibili a nascondere degli ebrei in casa. Alfonso e Pierina accettarono e così conobbero Abraham Greidinger, suo fratello Kalman Greidinger e Shlomo Rakower, gli stessi ebrei internati a Possagno già aiutati da Alessandro Bastianon e Fausto Cunial.

Ospitati in un primo tempo a casa del prete, arrivarono dai Gazzola di sera passando attraverso il cortile sul retro. All’inizio si sistemarono in una piccola stanza, ma poi  furono nascosti sotto la tromba delle scale. Fu lì che Pierina, incinta del suo primo figlio, custodiva alcuni tessuti della sua dote, insieme ad altri appartenenti al cognato. Va ricordato che in casa viveva anche una cugina, Silvia. 

Un giorno, i tedeschi fecero irruzione a San Zenone. I due fratelli riuscirono a rientrare in tempo nel nascondiglio, mentre Rakower fu arrestato e portato in carcere ad Asolo. Pierina e Alfonso allertarono subito don Stocco. Le pressioni della rete dei soccorritori portò al rilascio di Rakower. I tre  ebrei si nascosero per dieci mesi nella casa dei Gazzola fino al giugno 1945, quando furono liberati. Pierina ricorda che quando i soldati americani arrivarono sulla via principale del villaggio, Rakower corse fuori per primo, salì su uno dei blindati e ringraziò con entusiasmo i soldati per averli liberati. 

Terminata la guerra, i Gazzola rimasero in contatto con i sopravvissuti, che prima si trasferirono a Venezia e poi lasciarono l’Italia per l’Australia e Israele. 

Per maggiori dettagli sulla storia, si veda la pagina dedicata ai due coniugi dallo Yad Vashem.

 

Fonti:

 

 

 

 

Da sinistra: il primo è Kalman Gredinger, il terzo Abraham Gredinger, il quarto Shlomo Rakower. Fonte: database dei Giusti dello Yad Vashem.

 

 

 

 

 

 

 

 

La famiglia Gazzola nel 1980. Fonte: database dei Giusti dello Yad Vashem.

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